Una semplice parola di conforto

 

Allorché ti soffia sui capelli
il respiro cupo della morte
tra le macerie del tuo corpo
cerchi segni riconoscibili di te
ricomponi i miliardi di tasselli
della tua vita d’ogni tua sorte
se manca qualche frammento
vai cercandolo nei ricordi di te
di chi t’ha conosciuto in passato
allorché il soffio non si era avverato
del cupo respiro è vivo il ricordo
cerchi un sorriso vicino a te
una semplice parola di conforto…

Il dolore ottunde

Il dolore ottunde
confonde travisa
ha bisogno di leggerezza
spensieratezza carezze
che tutto confonde
paura ed incertezza
nel cuore infonde
crudele compagno
di interi giorni e notti
offusca la vista e la mente
vorresti amputarti l’arto
ma non cambierebbe niente
poiché è figlio di inganni
delle tue sinapsi i danni

Inganni_mente

 

 

 

 

Il dolore ottunde
confonde travisa
ha bisogno di leggerezza
spensieratezza carezze
che tutto confonde
paura ed incertezza
nel cuore infonde
crudele compagno
di interi giorni e notti
offusca la vista e la mente
vorresti amputarti l’arto
ma non cambierebbe niente
poiché è figlio di inganni
delle tue sinapsi i danni

 

 

 

 

 

 

Assenza

Come un guerriero senz’armi
o cavaliere senza destriero
pittore senza pennello e tela
scultore senza granito nero
poeta senza parole e carmi
come un navigatore senza vela
attore senza copione e scena
Dio senza bene e male
mare senza marosi e sale
come pieno senza sostanza
o come una vuota credenza
concerto senza note e bemolle
come inferno senza fiamme…
assenza

 

 

 

 

Porti via i cappelli

Odio il vento nemico dei miei passi
mano violenta alle mie spalle
spinge il mio corpo oltre la volontà
distendendolo a terra inerme
senza la forza per sollevarsi
dalla porta dell’inferno socchiusa
contro il vento non c’è difesa
solo la tua strenua volontà arresa
nemico dei miei passi vento ti odio
sollevi il mare in burrasca
abbatti rami e secolari alberi
fai garrire le bandiere
e porti via i cappelli…

Bandiera

Vivere sul filo del rasoio

Vivere sul filo del rasoio
partita quotidiana con madama morte
che t’offre un ghigno su un vassoio
quotidiana partita persa e mai finita
sul filo di parole arcigne come lame
la lama di Damocle sulla testa
pronta a farti una bella festa
è sentimento vetusto la serenità
così come è distante la felicità
legata a doppio filo alla poesia
a questo evanescente sentire
colonna portante del mio avvenire
le parole hanno spodestato i colori
il cavalletto acqua ragia tele pennelli
con poesie e racconti e stornelli…

Lametta

 

Le guardavo lo sguardo ammaliato

Lo sguardo ammaliato
Una Maserati sotto casa
son tornato a trentanni
quando vedevo Rolls e Ferrari
tutti i giorni e non erano rari
i giorni a fare un giro al Casinò
a veder ricchi sfondati giocare
d’un operaio la paga in due minuti
a quando senza saper guidare
sognavo d’esserne al suo volante
amavo le corse automobilistiche
facendo chilometri e chilometri
per parteciparvi: Monza, il Paul Ricard
ogni anno appassionato a vederle
andavo aggrappato alla ringhiera
a trecento all’ora sfrecciavano i bolidi
gomma a gomma si sfioravano.
Le guardavo lo sguardo ammaliato.

ghibli_front

Un ausilio per la mente

Che perde i pezzi ogni dì
ed il presente è già ieri
i giovani ricordi son neri
neri notte senza stelle
quando invecchi il pavimento
è lontano e troppo basso
le mani incerte non tengono nulla
tutte le cose che hai in mano
cedono alla forza della gravità
allunghi il braccio e la sua pelle
segnata dagli anni e le amarezze
tenta con la mano malferma
di carpire quel che è caduto
ma lui resta a terra quasi incollato
rinunci ti siede e riprendi il fiato…

Il computer

Un’estensione dell’uomo
della sua mente degli occhi
attraverso lui viaggia scopre
comunica con gli altri
scrive legge viaggia vola
è un po’ il nostro simulacro
non facciamolo diventar sacro
è padrone dell’auto della casa
gestisce e controlla ogni cosa
senza l’uomo al suo comando
è solo macchina inanimata
non diamogli in pasto il mondo
lasciamoci uno spazio d’anima…

PC

Una vita nuova

I sogni d’un ragazzino
sono nuvole leggere
in balia d’un vento
che è chiamato realtà
spesso la realtà crudele
e porta i sogni a cadere
anche il ragazzino s’infrange
contro gli scogli della vita
che siamo inesperti marinai
contro onde immense e letali
la vita ci mette alla prova
con ostacoli severi e mortali
per diventare uomini maturi
valichiamo gioie e giorni oscuri
uscendone con una vita nuova

generate

Quando il dolore è tuo padrone

Quando il dolore è tuo padrone
minimizzi i gesti ed i passi
allunghi lentamente la mano
per prendere l’ansa di un borsone
la cingi con insicura presa
un attimo dopo il borsone cade
con timore e paura ti abbassi
la terra è bassa quando si è vecchi
troppo bassa per le ossa stanche
il dolore ottunde ogni atto
ottunde la mente e il presente
prima d’ogni altra cosa annebbia
la vista il pensiero e la luce…

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